FUORITRACCIA

Non camminare in un’unica direzione: senza dimenticare le tue passioni, segui le strade nuove che ti si presentano.

 

Fuoritraccia è la filosofia con la quale Marco e Renato gestiscono due strutture:

Agriturismo I Bageta Loc. Sigola, 36 - 12040 Baldissero d’Alba (CN)

L’Agriturismo I Bageta si trova nel cuore del Roero.

I Bageta li trovi anche in pillole qui.

 

Rifugio La Pavoncella Loc. San Giovanni Belbo - 12072, Camerana (CN)

La Pavoncella si trova immersa nei boschi dell’Alta Langa, cerniera naturale tra il mare e la città.

La Pavoncella la trovi anche in pillole qui.

Fuoritraccia?!

Vi chiederete: ma cosa è fuoritraccia? La definizione che secondo noi esprime al meglio il concetto è: un gruppo di amici che lavorando con passione promuove il territorio in cui vive.

Ma andiamo per ordine: inconsciamente il gruppo è nato dalla formula “da soli si fa poca strada, e a volte ci si annoia.” Si parte dall’idea fissa di uno di loro che vuole organizzare sul territorio attività turistiche outdoor e proporre una visita attiva del territorio in cui vive; a questo si aggiunge un secondo che da ragazzino voleva studiare all’alberghiero, peccato che ai suoi tempi non era professione con un futuro! Ma quella sua idea fissa è rimasta tale e non gli è passata la voglia di avere un locale. Due elementi ci sono ma non bastano, manca una base logistica; ed ecco, del tutto inattesa, arrivare la telefonata di un terzo, questo con l’amore del territorio “Sai ci sarebbe un rifugio sulle nostre colline che rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto, che ne dite? Si può fare? ” Così è iniziata la nostra avventura RIFUGIO LA PAVONCELLA in Alta Langa.

Qualcuno ci deve ancora spiegare la sottile differenza tra un’avventura e una pazzia, in ogni caso quello che ci ha portato ad essere la realtà attuale è stato proprio il fatto di essere un gruppo.

Ad uno di noi veniva un’idea “...facciamo anche tutto il servizio di … “, il secondo diceva:” …buono, possiamo fare così e così” poi arrivava il terzo e diceva “…calma, calma, vediamo se si può fare” (per fortuna che arrivava lui, eravamo due aquiloni in volo libero, metteva il piede sul filo, ci tirava giù, ci regolava le bacchette e poi, poco per volta, ci ridava filo per nuovi voli fino a che ci vedeva nuovamente troppo liberi, e lì, piede sul filo …un film visto molte volte!). Il bello è che lo fa tuttora e che, anche col passare degli anni ognuno di noi ha potuto mantenere la propria identità, consapevole di avere nel gruppo “chi propone il nuovo, chi pensa come fare il nuovo, chi si occupa di gestire il nuovo”.

Dall’inizio della nostra “avventura rifugio La Pavoncella” molte cose sono cambiate sia a livello sociale che economico. Anche noi ci siamo fermati un attimo ad analizzare le potenzialità turistiche della nostra struttura; sarà per la nostra predisposizione alla collaborazione, sarà che siamo convinti che il territorio su cui operiamo ha molte potenzialità di turismo attivo che non si possono limitare geograficamente alle colline intorno al rifugio, fatto sta che ci siamo resi conto che dovevamo ragionare “oltre le mura”. Occorreva ampliare l’offerta, offrire più motivazioni di visita, ed ecco che parte una seconda avventura/pazzia. Nelle vicinanze di Alba, precisamente a Baldissero d’Alba nel cuore del Roero, la famiglia di due di noi possiede un’azienda agricola da anni non più produttiva per mancanza di ricambio generazionale nella conduzione. Si compone un nuovo gruppo che è composto da due anziani zii, cinque cugini ed i loro figli, ognuno con la propria strada intrapresa, ma consapevoli del dovere morale verso chi li ha preceduti e verso chi verrà dopo di loro, l’obbligo di non disperdere un patrimonio che non è solo economico ma soprattutto culturale.

Nasce così l’ Azienda Agricola I BAGETA , con annesso agriturismo e parco didattico (Le Colline di Giuca). Qualcuno lascia la strada che aveva intrapreso (larga, comoda e remunerativa) ma che non regala nuovi panorami, che non porta a nulla di nuovo; si ritrova in una realtà che da più giovane non aveva amato molto perché faticosa e con risultati incerti ma che ora vede con occhi nuovi grazie anche alla completa partecipazione di tutta la famiglia. Senza retorica, il successo del progetto I BAGETA sta proprio nel fattore famiglia, tre generazioni coinvolte, quelli dalle classi dal ’23 al ’38 hanno messo la loro esperienza nella conduzione della Terra, quelli dal ’58 al ’68 l’entusiasmo per il recupero , le nuove leve del ’87 e del ’93 il senso di continuità con la loro voglia di essere della partita. Il bello di essere la generazione di mezzo sta nell’avere chi ti insegna certi valori e contemporaneamente avere qualcuno a cui lasciarli.

Ops, Silvia ci aveva mandato uno schema per raccontarci ma da buoni fuoritraccia finora non l’abbiamo seguito; Silvia, promettiamo che da qui in avanti lo seguiamo!

Qual è la filosofia con la quale gestite la vostra struttura?

La filosofia che ci anima nella gestione delle nostre attività e delle nostre strutture si basa su un progetto che da alcuni anni cerchiamo di proporre sul territorio, LABORATORIO QUOTA VERDE, una sorta di centro di educazione al territorio che porta a promuovere il territorio ed il rispetto di esso sia verso i propri abitant0,i per far loro prendere coscienza del suo valore e delle sue potenzialità, sia verso il turista in visita proponendogli i dettagli, perchè sono questi che fanno la differenza. Prima di proseguire oltre (… so già che mi lascerò prendere da voli liberi, quelli dell’aquilone, per intenderci!) è meglio precisare che ci siamo resi conto che la passione da sola non basta, ci vuole concretezza e competenza.

Come mai avete deciso di entrare a far parte della rete ViviSostenibile?

Siamo fermamente convinti sull’utilità del fare rete, sia a livello locale che fuori le mura; quando casualmente ho visto sul profilo facebook di un’amica un post riguardante la realtà ViviSostenibile abbiamo inviato una nostra breve presentazione, alla quale è seguita un’immediata risposta di Silvia ( la ragazza è sempre sul pezzo!!! ). A seguire, una telefonata fiume dalla quale si percepiva un’affinità nella linea operativa, fatta di precise regole nella promozione e tutela del territorio, abbinate a precise e quanto mai indispensabili regole economiche; il resto è un progetto in crescita da portare avanti insieme.

I vostri ospiti devono portarsi via qualcosa che li colpisca al cervello con qualcosa di memorabile, al cuore con qualcosa di emozionante, allo stomaco con qualcosa di gustoso e alle mani con qualcosa di tangibile. Come pensate di riuscirci?

Da buoni langhetti ( ossia: abitanti delle Langhe ) la nostra cultura ci porterebbe a dire: “voi - da qui - non portate via - un bel niente!” In linea con la nuova tendenza della “condivisione” siamo tentati di concedervi un “… se vuoi lo facciamo insieme“, perché, sarà questione di diffidenza oppure di microclima, ma siamo convinti che qualsiasi prodotto abbia un sapore particolare se consumato sul posto, che un’emozione è tale solo se vissuta in prima persona sul territorio, che un oggetto artigianale ha valore solo nel momento in cui passa di mano da chi ne conosce la storia a chi ne apprezza la foggia. Ma noi nuovi langhetti crediamo che se si condivide in modo attivo il territorio e le sue emozioni il visitatore le potrà ritrovare e rivivere consumando un prodotto acquistato durante la sua visita, ammirando un oggetto di artigianato reperito in qualche bottega o semplicemente guardando e condividendo le immagini del suo viaggio.

In che modo rispettate l’ambiente e la salute dei vostri ospiti?

A questa domanda ci sentiamo di rispondere evitando un elenco di soluzioni tecniche adottate nelle nostre strutture ma con il portare l’attenzione su questa semplice riflessione: per noi, rispetto per l’ambiente e per la salute altrui è anche la decisione di investire energie e capitali in attività anche economicamente non proporzionate agli investimenti stessi; la realizzazione e la presenza di un certo tipo di realtà su particolari territori è presidio, è promozione, è contributo di continuità e con questi presupposti il rispetto e la tutela per l’ambiente va da sé. Le scelte spesso si abbinano inconsciamente a particolari stili di vita.

Come promuovete il vostro territorio e che tipo di percorsi potreste suggerire ai vostri ospiti?

Con un piede nel passato e sguardo dritto aperto sul futuro così recitava il testo di una famosa canzone; è stata questa frase che ci ha ispirato nella nuova grafica del nostro rifugio. Il logo: un orologio particolare , una vecchia “cipolla” da taschino affiancata ad un cronografo ultima generazione, una frase a commento NUOVI TEMPI, NUOVE GENTI, stanno a rappresentare la tipologia della nostra offerta. Non una beatificazione del “quanto eravamo belli e bravi una volta “, non la sola visione del tempo a venire , ma la presentazione del territorio partendo dalla sua storia, perché siamo convinti che per capire pienamente il nostro presente bisogna leggere il nostro passato, utilizzando nuovi mezzi di comunicazione per nuove orecchie udenti. Una particolare attenzione è stata rivolta a quelle NUOVE GENTI che meglio si identificano in questo termine: i BAMBINI. Per loro abbiamo realizzato nelle nostre strutture due parchi didattici, LA TERRA DI PAVO’ in Alta Langa e LE COLLINE DI GIUCA nel Roero; queste due realtà ci permettono di presentare ai turisti piccoli , ma non solo a loro, il nostro territorio attraverso il gioco. Ma abbiamo pensato anche a chi bambino non lo è più (e forse vorrebbe ancora esserlo) attraverso diverse proposte di visita attiva, utilizzando per esempio i servizi del nostro programma Sharing Holiday che portano il visitatore a vivere e condividere esperienze ed emozioni, sapendo che per comprendere un territorio e coglierne le sfumature bisogna calpestarne la terra.