Benvenuti! Ci raccontate chi siete?
Mi chiamo Carla e vivo, insieme a mio marito Stefano e nostra figlia Sofia, in una grande cassa eco nel cuore dei Boschi di Carrega, un parco protetto di 1100 ettari a 15 km da Parma. Ho fondato nel 1996 Ella Studio un ufficio stampa tutto al femminile, dedicato a turismo e al tempo libero. E da tre anni circa mi diverto molto a condividere la nostra casa con persone che credono ad uno stile di vita ecosostenibile.
Cosa vi ha spinto a fare questo lavoro?
Per me viaggiare è come respirare: una necessità naturale. Perciò anche quando apparentemente resto a casa, viaggio fra stupore e ammirazione attraverso i racconti degli ospiti che condividono la nostra casa nel bosco.
Qual è la filosofia con la quale gestite la vostra struttura?
Con l’idea di una ospitalità sostenibile e autonoma, di sobrietà conviviale, dove consumare meno, usare i prodotti locali, condividere anche con il baratto. Oggi il vero lusso è vivere in armonia e in continuità con la natura. Anche stando all’interno, sembra di vivere all’aria aperta, e dalle grandi vetrate si scorgono i caprioli che ogni tanto arrivano a farci visita.
Come mai avete deciso di entrare a far parte della rete ViviSostenibile?
Per l’obiettivo in comune: promuovere progetti ecosostenibili e socialmente etici che migliorino il pianeta. Una rete dove si ritrovano persone interessate e interessanti.
I vostri ospiti devono portarsi via qualcosa che li colpisca:
al cervello con qualcosa di memorabile
Ascoltare il richiamo del bosco (o più semplicemente della natura) per una pausa a bassa dose di routine.
al cuore con qualcosa di emozionante
Per dimenticarsi di tutto ciò che li intristisce e vivere in armonia con il silenzio
allo stomaco con qualcosa di gustoso
Un benvenuto con il Parmigiano Reggiano, la torta vegana, le tisane con le erbe del nostro orto
alle mani con qualcosa di tangibile
Con qualche bacca di rosa canina raccolta nel bosco o una noce a forma di cuore. O se si è più fortunati un frammento di palco perduto da qualche capriolo o un aculeo di un istrice.
Come pensate di riuscirci?
Con un approccio autentico.
In che modo rispettate l’ambiente e la salute dei vostri ospiti?
Less is more. E’ ormai uno stile di vita. E il cestino può attendere…la regola del “non spreco”. Si è voluto dare una nuova funzione e un’estetica d’alto livello a oggetti di seconda mano e agli scarti di produzione. Non più recycling, ma upcycling. Seguendo un dettame preciso del non spreco. Come sfruttare al meglio il ciclo-vita di un prodotto non solo per ammortizzare costi e inquinamento ma soprattutto per reinterpretare, migliorandoli, gli oggetti in disuso. Da questa mia riflessione e grazie alla maestria di Alessandro Mora che li ha realizzati, sono (ri)nati oggetti unici. Per il tavolo della sala, lungo più di 3 metri, sono state usate le assi del ponteggio da cantiere. Un’anta di un vecchio armadio è oggi lo specchio di un bagno. Cassetti spaiati hanno preso vita diventando una libreria. Una lavagna in disuso serve oggi come cappa dei fornelli. Le cassette del vino diventano il mobiletto del bagno.
Individuando una seconda vita per gli oggetti di scarto significa, in fondo, dare a noi stessi una seconda chance per goderceli. Probabilmente di più.
La casa è stata ristrutturata per essere in perfetta armonia con l’ambiente, è stata realizzata seguendo le direttive ecologiche più coerenti come il riscaldamento alimentato in tre diversi modi: con pannelli solari termici, caldaia a legna, caldaia a condensazione.
La struttura è inoltre ricoperta da un cappotto di 10 cm, il tetto è coibentato con lana di roccia e le enormi finestre sono ad elevata efficienza energetica, per evitare qualsiasi tipo di dispersione del calore e dunque di spreco. Anche l’illuminazione è ovviamente a risparmio energetico.
Come promuovete il vostro territorio e che tipo di percorsi potreste suggerire ai vostri ospiti?
Prima di tutto le passeggiate nel Bosco. Perché gli ospiti che ci scelgono desiderano ritrovare la pace godendo dell’energia positiva degli alberi. Sulla lavagna del cancello di ingresso abbiamo proprio scritto due frasi: “Hug the trees” (abbraccia gli alberi) e “Culture is welcome”. E inoltre itinerari tra i castelli, caseifici, musei insoliti. Ma ripeto prima di tutto la destinazione finale è: stare bene e amare la terra.
Il racconto di Carla ti ha incuriosito?
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