Dona il tuo 5xmille a ViviSostenibile!

Come ogni anno, è quasi giunto il momento di decidere a chi destinare il nostro 5×1000.

Vorrei provare a convincervi a donarlo a ViviSostenibile, ma adesso che ci penso non sono mai stato molto bravo a chiedere soldi e non credo che riuscirei a essere sufficientemente persuasivo. Però me la cavo discretamente a scrivere quindi, CASUALMENTE, ho pensato di buttare giù qualche riflessione sulla nostra attività e sulle idee, i progetti, i sogni che la indirizzano. E anche su come, nel suo piccolo, può cambiare la vita del paese. “Esagerato!”, direte voi… Eppure è proprio quella consapevolezza che piano piano, come un fuoco che attecchisce, si risveglia nella coscienza di una, poi due, poi dieci, cento, mille persone, che rappresenta la scintilla che fa divampare l’incendio.

Noi vogliamo essere questa scintilla e il combustibile di questo grande fuoco sono buone pratiche come la condivisione, il rispetto per la natura, la voglia di innovarsi e migliorarsi, il senso di comunità, che ci porta ad allacciare rapporti con amici, prima ancora che con clienti e fornitori di servizi.
Siamo partiti da poco e abbiamo ancora tanta strada da percorrere, ma la gioia di vedere un sogno prendere corpo e un’idea contagiare sempre più persone è fonte di inesauribile energia. I nostri obiettivi? Proporre un nuovo modo di “fare turismo”, che non sia fatto semplicemente di visite superficiali, ma che permetta a chi viaggia di vivere il luogo, entrare in sintonia con esso e con chi lo abita, condividendo con chi lo ospita le emozioni e le sensazioni. Con noi il “Chi vuoi conoscere?” prevale sul “Dove vuoi andare?”.

Perché dietro persone che consideriamo semplicemente agrituristi e ristoratori, si nascondono storie interessanti e coinvolgenti, racconti che possono appassionare e rappresentare un esempio, testimonianze di chi ha inseguito un sogno e l’ha realizzato. Per questo vale la pena conoscerli, parlare e mangiare con loro, farsi accompagnare per mano in un viaggio che può diventare non più solo fisico, ma anche emozionale.
Se siete stati toccati non tanto dalle mie riflessioni, quanto piuttosto dall’energia e dalle sensazioni che ho cercato di trasmettervi parlandovi del nostro progetto, entrate a farne parte anche voi! Il contributo che potete dare donando il vostro 5×1000 a ViviSostenibile per noi è fondamentale. Per farlo, basta indicare il codice fiscale 91360620370.

Corso di Antiginnastica al Bioagriturismo L’Alpenice

Una piccola proposta per dedicare a voi stessi qualche ora, ascoltarvi e sperimentare i movimenti e il ritmo che vi riportano in sintonia con la fisiologia del corpo.

“Se soffrite di mal di schiena non è, come si è soliti pensare, a causa di una mancanza di forza dei muscoli ma, al contrario, di un suo eccesso”. L’Antiginnastica ideata da Thérèse Bertherat negli anni 70, è fatta di movimenti molto piccoli, estremamente precisi, che corrispondono alla fisiologia dei muscoli. Lo scopo è quello di insegnarvi a liberarvi, da soli, di quelle contratture, rigidità e dolori che vi opprimono, vi stancano e bloccano i vostri slanci.

Per l’incontro sono richiesti abiti comodi (la tuta da ginnastica va benissimo), niente gioielli (orecchini, braccialetti, collane), piedi scalzi e costume per chi desidera provare subito la nuovissima sala benessere dell’Alpenice.

Conduce Lara Nanetti, esperta formata alla Scuola Italiana di Antiginnastica.

Vi aspettiamo il 26 Aprile alle 16:30 al Bioagriturismo L’Alpenice di Savignano sul Panaro (MO), Via Monticelli 1090.
Costo € 30,00 a persona comprensivi di corso, break depurativo e accesso alla sala benessere dell’agriturismo (volendo spendibile anche in un secondo momento).

Possibilità di aggiungere pernottamento in agriturismo.

Per info e prenotazioni scrivi a [email protected] oppure chiama Silvia 338/2638522

Primo Maggio: laboratori creativi e giochi per bambini nelle Marche


Il Primo Maggio e’ un’occasione per stare in compagnia e godere delle prime calde giornate di sole.
Con un pizzico di fantasia, amore per questa terra e tanta voglia di stare con voi abbiamo organizzato, nelle Marche, una giornata di educazione e divertimento per grandi e bambini.

La tecnologia è di tutti: be smart! Intervista a Marco Fioretti

Immaginatevi un profondo burrone. Da un lato c’è una folla di persone, che rappresenta i cittadini comuni, gli elettori, i destinatari delle politiche pubbliche. Dall’altro ci sono gli amministratori, gli strumenti, i beni e i servizi. In mezzo c’è un grande ponte. Questo ponte è la tecnologia, l’informatizzazione, la semplificazione delle procedure, la trasparenza amministrativa. Il ponte però è chiuso da una sbarra. Non c’è alcun pedaggio da pagare, né chiavi da inserire per farla alzare. Basta chiedere alla persona che sta nel gabbiotto all’imboccatura. E sapete come si chiama questa persona? Marco Fioretti.

Marco si occupa di informatica ma non è un informatico né un programmatore, non ha una preparazione specifica e non vende software per lavoro. Piuttosto studia e fa ricerca, formazione e promozione su come le tecnologie digitali - che deliberatamente non chiama più “nuove tecnologie” - influenzano la nostra quotidianità. «Parto dalla constatazione che oggi i diritti civili e la qualità della vita di chiunque dipendono sempre di più da come i computer sono usati intorno a noi», spiega. «Non è più una questione di saper usare il computer per avere, per esempio, opportunità di lavoro. Sicuramente è anche così, ma il punto fondamentale da capire è che il modo in cui vengono usati gli strumenti tecnologici nella società influenza tutti, dal pensionato al neonato, volenti o nolenti. E tutti dobbiamo “affrontare” l’informatica, allo stesso modo. Questo è il senso del mio lavoro».

Potremmo definire Marco come un “facilitatore”. Ma di cosa? «Di consapevolezza, direi. Sono formatore e divulgatore. Molto spesso non faccio una formazione esclusivamente tecnica. Più che insegnare a usare un determinato software, spiego alle persone il motivo per cui è nel loro interesse imparare a farlo, faccio capire come ciò può migliorare la loro vita, porto esempi concreti in questo senso e le assisto lungo il cammino».

L’informatizzazione degli apparati pubblici e privati viene vista come un processo lungo, complicato e costoso, ma spesso, come ci spiega Marco, la realtà è ben diversa: «Io mi trovo in contatto soprattutto col mondo dell’educazione, non solo scolastica. Spesso per conto delle pubbliche amministrazioni svolgo ricerche su come mettere in pratica i processi a cui ho accennato e studiarne gli effetti. L’anno scorso per esempio, su commissione di un ente europeo, ho compiuto uno studio sul riutilizzo del software fra i vari livelli amministrativi in Italia. Se ne fa pochissimo e questo comporta degli sprechi enormi». Ed ecco che saltano fuori i classici “problemi all’italiana”: «È giusto che ci sia indipendenza amministrativa e che ogni ente locale possa fare ciò che è più congeniale al proprio contesto, ma non c’è alcuna ragione per cui la gestione dell’anagrafe non debba avvenire con lo stesso software per tutti i Comuni italiani. È chiaro che il Comune di Roma dovrà spendere dieci volte di più rispetto a quello di Bologna e cento volte di più rispetto a quello di Valsamoggia, però è uno spreco enorme utilizzare sistemi differenti per ciascun Comune. E questo non succede perché manca la competenza informatica, ma perché spesso mancano capacità amministrativa e volontà politica di semplificare. Ci sono amministratori che per campanilismo o per altri interessi sono convinti di avere esigenze speciali e si rifiutano di utilizzare lo stesso software che usano gli altri. È un problema culturale, non tecnico».

Si tratta anche di una questione di trasparenza. M questo non vuol dire che ciascuno di noi debba diventare un esperto informatico capace di padroneggiare i software gestionali più complessi. «Non è il cittadino che deve accrescere le proprie competenze, sono gli enti pubblici che devono semplificare il loro funzionamento. E i dati vanno pubblicati nella loro interezza, per quanto negativi o aleatori possano essere. Trasparenza e serietà sono anche questo, senza dimenticare il fatto che spesso – specialmente nel caso degli enti locali – le colpe vanno cercate altrove».

A chi spetta dunque la prima mossa? Secondo Marco non c’è una risposta univoca a questa domanda: «Dipende da caso a caso e comunque, anche nella singola situazione, non c’è una sola componente che deve agire. Il mio ruolo è illustrare le possibilità a disposizione e spiegare come, sfruttando le tecnologie digitali, si può lavorare insieme in modi che erano impossibili fino a pochi anni fa. Io faccio una formazione di base in cui racconto quali sono le categorie di soluzioni, poi tu – lista civica, sindaco, pro loco, comitato, associazione di categoria così via – scegli quella più adatta e, insieme, vediamo come applicarla».

È questo un principio che sta alla base dell’attività della Società di Biourbanistica, con cui Marco collabora. Resilienza, autonomia, capacità di affrontare i problemi locali con risorse locali. «Ci concentriamo sulle possibilità di sviluppo e sulle competenze specifiche del territorio. Noi ti vogliamo offrire la possibilità di vivere bene a casa tua, sfruttando le tue potenzialità. Anche perché quello delle nuove tecnologie è un mercato estremamente mobile e se non si riesce a trovare un modo per agganciarlo al contesto produttivo, sociale e politico locale il rischio è i benefici che porta se ne vadano con la stessa velocità con cui sono arrivati».

Se vi interessano le tematiche di cui abbiamo parlato con Marco e volete diventare voi stessi un po’ più tecnologici, partecipi e consapevoli – insomma, un po’ più smart! –, non perdetevi la nostra proposta per i prossimi mesi: tre corsi tenuti da Marco Fioretti (base OpenStreetMap, base Open Data per ONG e piccoli Comuni e base “Piazza Digitale”) per migliorare il vostro rapporto con le tecnologie informatiche e, magari anche solo di poco, la qualità della vostra vita! Rimanete sintonizzati, vi daremo presto maggiori informazioni!

Esplorando il paese delle meraviglie: il 25 Aprile si parte da Lecce!

Il Team delle Meraviglie vi dà appuntamento il 25 aprile a Lecce per trascorrere una bella giornata tra arte e buona cucina.

L’appuntamento è a Porta Napoli alle ore 9.00 di lì ci sposteremo al Castello Carlo V per visitare i suoi affascinanti sotterranei! Alle 11.00 raggiungeremo Tenuta Solicara, presto parte della rete ViviSostenibile, in cui si avrà la possibilità di vedere la lavorazione di prodotti caseari. Raffaele e i suoi fratelli ci accoglieranno nella loro masseria e ci serviranno un pranzo “luculliano” a base di prodotti della cucina sarda e salentina.
Alle ore 16.00 visiteremo la bellissima Abbazia di Santa Maria di Cerrate.

Che l’esplorazione del Paese delle Meraviglie abbia inizio!

Per info e prenotazioni contattate la nostra Pina

Cell. 347/1999885
[email protected]
Twitter: @pollon2901
Partecipa anche all’evento su facebook!

Bibimbap, il primo speedhacking dedicato al cibo biologico

Produzione biologica vuol dire antichi saperi, tradizioni tramandate da nonni e bisnonni, vecchi attrezzi in legno e ferro battuto, aratri a trazione animale e frantoi spinti dai torrenti? Sì…ma anche no! È ora di rinnovare l’idea che l’immaginario collettivo propone della sostenibilità in agricoltura, un patrimonio che deve diventare di tutti, accessibile e fruibile anche – soprattutto – per le generazioni 2.0.

Venerdì 11 aprile a Milano si terrà Bibimbap, una sessione di speedhacking che ha lo scopo di mettere due mondi a confronto e farli interagire, in modo che si contaminino l’un l’altro con rapidità ed efficacia. L’evento è frutto della partnership fra il Future Food Institute, progetto di innovazione sociale nato dal vulcanico You Can Group, e Alce Nero, storico marchio di produzione biologica.

Cosa uscirà da questa inedita alchimia? Idee, progetti, prototipi, azioni concrete per innovare due ambiti cruciali dello scenario del bio italiano (e, perché no, internazionale): la relazione fra chi produce e chi consuma e la conoscenza del valore del prodotto stesso, della sua storia, dei metodi di lavorazione, della cultura di cui è portatore.

Il bibimbap è un piatto tipico coreano che fa della contaminazione di odori, sapori e colori la sua principale attrattiva. Così come il “riso mescolato”, anche l’evento dell’11 aprile punta a valorizzare la sapiente miscela di molti ingredienti, alcuni innovativi e altri tradizionali, e a creare un gusto irresistibile. Un modo per comunicare il messaggio che Gino Girolomoni cominicò all’Italia e al mondo intero attraverso le sue parole, i suoi scritti e soprattutto l’attività della storica cooperativa Alce Nero: «L’agricoltura biologica e biodinamica sono la cura alle profonde ferite inferte alla campagna».

In tutto ciò potevamo mancare noi di ViviSostenibile? Ovviamente no! E infatti alcuni dei nostri host saranno a Milano venerdì per carpire i segreti dell’agricoltura biologica, della comunicazione, del cambiamento, per metabolizzarli e riproporveli. Per essere sempre più sostenibili e sempre più innovatori!

Premio turismo sostenibile - It.a.cà Festival

Il festival “IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori” e Bologna Welcome lanciano la prima edizione del Premio turismo sostenibile: alle quattro migliori idee di turismo culturale ed enogastronomico verrà offerto un contributo di 5.000 euro in promozione e comunicazione. Scadenza il 5 maggio.
Valorizzare le migliori pratiche di turismo responsabile sul territorio bolognese: è questo l’obiettivo della prima edizione del Premio turismo sostenibile lanciato dal festival “IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori” insieme a Bologna Welcome, il servizio di informazione e accoglienza turistica in città, in collaborazione con il Comune e la Provincia di Bologna.
Il premio è aperto sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche (tour operator, aziende, consorzi, associazioni, comunità, onlus) che offrono proposte di turismo nel territorio di Bologna e provincia (Itinerari, visite guidate, eventi, festival, sagre, rassegne, pacchetti di turismo) rispettose di ambiente, comunità locali, tradizioni, arte e cultura.
Due le diverse sezioni: turismo culturale e turismo enogastronomico. Alle due migliori prassi (progetti già realizzati) e alle due idee più innovative (progetti da realizzare) di ogni sezione andrà un contributo di 5.000 euro in promozione e comunicazione dei progetti. Oltre ai 4 vincitori delle due sezioni, verranno assegnate 5 menzioni speciali, consistenti in una consulenza tecnicoformativa focalizzata sugli strumenti e le strategie di promozione.
Per partecipare al Premio turismo sostenibile basta compilare, entro il prossimo 5 maggio, la scheda di adesione presente sui siti www.festivalitaca.net e www.bolognawelcome.com.
Una giuria di esperti valuterà ogni progetto in base a originalità, legame con storia e tradizione del territorio, coinvolgimento della comunità locale, rispetto dell’ambiente, sostenibilità economica e strategie di comunicazione.
I vincitori verranno annunciati e premiati durante le giornate del festival “IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori”, in programma a Bologna dal 30 maggio all’8 giugno.
Per informazioni:
[email protected]
IT.A.CÀ, sito www.festivalitaca.net, Fb www.facebook.com/itacafestival
Bologna Welcome, sito www.bolognawelcome.com, Fb www.facebook.com/BolognaWelcome

Escursione di Pasquetta in Valsamoggia!

Pasqua con chi vuoi, ma Pasquetta insieme a noi.
Questa volta vi diamo appuntamento a Savigno (BO) Lunedì 21 aprile per una giornata insieme alla scoperta dell’alta Valsamoggia!
Ritrovo ore 11 presso l’Agriturismo Ca’Mongiorgi in via Anzella 1771 a Savigno, dove Elisa ci augurerà buona giornata fornendo a noi viandanti il pranzo al cesto.
Andremo a scoprire le terre nascoste e i colli che sovrastano la parte della Valsamoggia ad altitudini maggiori. In particolare andremo alla scoperta di Savigno, rinomata città del Tartufo bianco pregiato.
Il costo della camminata è di €12,00 cestino di pasquetta incluso.

Come sempre €1,00 a persona verrà devoluto al CAI sezione di Bologna per la manutenzione dei nostri sentieri. Prezzo scontato €10,00 per i soci Cai e in omaggio per i nuovi associati ViviSostenibile!
Partecipa all’evento su facebook!
Per chi viene da fuori e vuole trascorrere il weekend pasquale in Valsamoggia, Elisa di Ca’ Mongiorgi sarà contenta di ospitarvi nelle sue bellissime camere!
€60,00 a notte per due persone in camera matrimoniale.
Scarica il regolamento qui e rispedisci i tuoi dati via mail a [email protected] – > non importa che lo stampi per la camminata! Eviteremo così inutili sprechi di carta e velocizzeremo i tempi di partenza.

Per maggiori info chiama Lorenzo 349/6084914 o scrivi a [email protected]

Ti aspettiamo!