Si parte! (o quasi :)

Oggi è il giorno ideale per raccontarvi, finalmente, quello che bolle in pentola.

Dico che lo è a ragion veduta: posso, infatti, affermare di aver messo definitivamente un punto alla “stagione precedente” di ViviSostenibile. Non si può dire di averlo fatto finché anche situazioni che ti hanno lasciato l’amaro in bocca, non riesci a ripensarle con un sorriso.

Oggi ce l’ho fatta, ed era in fondo quello che mi serviva per lasciarmi tutto alle spalle come un bel ricordo.

 

«Ospitare le persone ti porta il mondo in casa. Alla fine è un po’ come viaggiare senza spostarsi».

 

Ma ora bando ai sentimentalismi e veniamo a noi!

Possiamo, quindi, annunciare ufficialmente l’inizio della seconda stagione di ViviSostenibile! Yuppi!

Come? Nello scorso post vi ho accennato l’idea delle “tante case” di coltivatori di passione che vogliano accogliere il nostro progetto.

Nello specifico, quello che stiamo costruendo è una rete, una sorta di portale dal volto umano dove dare spazio alle persone che stanno dietro alle strutture ricettive di questo Bel Paese, con le loro storie e i valori che vogliono trasmettere attraverso le loro attività.

 

 

Sì, perché di esperienze positive ce ne sono tante in giro per l’Italia, peccato solo che spesso vengano ignorate, ma basterebbe raccontarle un po’ di più per dare quel pizzico di coraggio necessario a chi ci vuole provare e da solo non ha la forza.

Ovviamente si tratterà di strutture unite da un filo conduttore, ovvero il concetto stesso di ViviSostenibile.

Ci rivolgiamo a persone che hanno a cuore il tema del rispetto dell’ambiente, che vedono il viaggiatore come un ospite da accogliere, e non come un cliente da spennare, a cui fare conoscere nel profondo la nostra amata terra.

Attualmente siamo 8, quindi se decideste di venirci a conoscere tutti fareste tappa in queste città:

BOLOGNA

MODENA

PISA

SASSOFERRATTO (AN)

TERNI

VICO DEL GARGANO (FG)

BELMONTE CALABRO (CS)

GIOIOSA MAREA (ME)

 

Se siete curiosi di sapere chi siano dovete aspettare che ve lo raccontino loro stessi nella prossima puntata. 😉

Speriamo di andare online con il nuovo sito a Giugno.

Ah, ovviamente siamo alla continua caccia di nuove persone da coinvolgere nel progetto, quindi: fatevi avanti coltivatori!

Attualmente la ricerca è ristretta a queste tipologie di attività: bed and breakfast, agriturismi, fattorie didattiche, caffè letterari, piccoli ristoranti. Possono essere già avviate, in fase di start-up o ancora sotto forma di idea nella vostra mente. In quale di questa fase vi troviate, non importa. In ogni caso contattatemi!

La mia mail è [email protected]

Un pic-nic solare

Riprendo un post del nostro vecchio blog, per avviare una nuova ricerca…tanto per cambiare! 😉

Stavolta cerchiamo CUOCHI SOLARI!

L’intenzione è quella di organizzare un pic-nic solare sui colli bolognesi.

Una due giorni in un posto meraviglioso che domina la Valle del Samoggia con un panorama mozzafiato. Si tratta dell’agriturismo Ca’ Mongiorgi, parte della nostra rete.

Sarà un’occasione per imparare ( tutti, compresa io:) a costruirsi un forno solare, cucinare slow e con energia pulita e nel tempo libero concedersi una bella passeggiata alla scoperta della nostra terra.

La sera dormire in tenda, sotto a quel cielo stellato, sarà poi il momento più bello.

Avrei tanto voluto organizzare questo pic-nic con Alex, il ragazzo della storia che segue, ma purtroppo non potrà venire.

 

Quindi: sei un appasionat* di cucina solare? CONTATTAMI e ti racconterò tutto nel dettaglio!

 

Post del 25/10/2012

“Oggi voglio raccontarvi la storia di un ragazzo sardo, Alexander, che ho conosciuto grazie a twitter e che poi ho avuto il piacere di incontrare di persona.

Alex lavora come commerciale per un’azienda di trasporti, ma per hobby
( e un po’ per necessità, abitando in un’isola) si occupa di meteorologia e …udite, udite: di cucina solare.

Quest’ultima sua passione si sviluppa in un momento di forte crisi dell’azienda famigliare.

Mi racconta che un giorno si trovava da solo in ufficio (ormai non avevano più dipendenti e mancavano solo poco formalità prima della chiusura) e approfittava del suo forzato tempo libero per cercare di approfondire su internet alcuni temi a lui cari, come ad esempio: l’utilizzo di energia pulita per cucinare.

Si imbatte, così, in un’idea chiamata “Kyotobox”, che grazie ad un progetto di cucina solare per l’Africa aveva appena vinto un importante premio.

Ad Alex viene immediatamente un’idea: prende una scatola, ci mette sopra un vetro e la mette al sole; nel giro di 20 minuti si accorge che la temperatura è passata da 20° a 60°. Allora decide di fare una piccola modifica: mette una busta nera sopra alla scatola e dopo 10 minuti la temperatura si alza ulteriormente, fino a raggiungere gli 80°.

Passa un po’ di tempo e Alex decide di contattare un’azienda della zona: l’EDILLANA, produttrice di materassini di lana di pecora per isolamenti, per cercare di avviare con loro una collaborazione.
Per essere certo che gli passino la responsabile commerciale, finge di avere bisogno di un po’ di lana di pecora per un progetto che sta portando avanti nelle scuole. Grazie a questa scusa, riesce a parlare con la responsabile la quale, una volta ascoltato Alex, rimane senza parole: anche lei pensava da tempo alla costruzione di un forno solare sfruttando il potere isolante della lana di pecora, ma non sapeva come fare per realizzarlo. Alexander, invece, aveva le conoscenze ma non il materiale adatto. (Destino?

Si incontrano e di lì a poco parte un progetto di cucina solare per le scuole, rivolto anche, e soprattutto, a ragazzi provenienti da situazioni disagiate. Tra gli altri, mettono in piedi un evento di 3 giorni che coinvolgerà ben 900 bambini, che rimarranno a dir poco entusiasti nel vedere il cibo cuocersi solo grazie al potere naturale del sole.

A questo punto immagino che vi starete chiedendo: come posso fare per costruirmi anch’io un forno solare?

Il procedimento è molto semplice:

Prendete una scatola di scarpe, create un isolamento esterno su tutti i lati tranne la parte alta, vanno bene anche fogli di giornale incollati (meglio se con farina) o altro materiale, sino a raggiungere almeno 1cm di spessore.
Dopodiché colorate di nero i lati isolati esternamente, va bene sia della tempera che dei pennarelli, e fatelo con i bimbi che é + divertente!
All’interno incollate della carta di alluminio che avete a casa e riproducete il vano di un forno; nella parte alta fate un ritaglio grande quanto un vetro che avete a disposizione ( magari di una vecchia porta o cornice) e attaccatelo con dello nastro dall’interno.
Se riuscite date una pendenza alla scatola come se fosse il tetto di una casa.
Una volta finito, mettete dentro al forno in un barattolo di vetro un uovo, richiudete bene il barattolo e infilatelo al centro del forno, esponetelo al sole, in modo che i raggi entrino nel vano e se la giornata é limpida in 2h l’uovo sarà cotto!

Se avete fretta la cucina solare non fa al caso vostro, ma se avete voglia di fare un’esperienza diversa, divertente, rilassante e al tempo stesso di provare a gustare il sapore completamente diverso del cibo cotto naturalmente….allora dovete provarci!

Alex

 

Per maggiori informazioni potete seguire Alex su twitter @SS0ALEXANDER e @kukolsol; su facebook trovate invece il gruppo “Cuochi solari italiani“, aperto a tutti.”

Cercansi COltivatori di passione

Valerio e Pamela…le ultime chiacchiere prima della buonanotte

 

Ad un mese dal lancio della nostra campagna “ViviSostenibile cerca casa!” credo sia giunto il momento di aggiornarvi un po’ su come sta procedendo la nostra ricerca.

Dalle nostre foto avrete intuito che di posti ne abbiamo visti tantissimi, anche di molto belli…e devo dire che ci sto proprio prendendo gusto a girovagare per campi!

Il punto è che non è così facile trovare la struttura ideale per diverse ragioni: economiche, burocratiche, relazionali e, non di meno, territoriali: il fatto che limitiamo la caccia ai confini della nostra terra è certamente abbastanza vincolante.

Insomma, dopo aver visto forse un centinaio di posti e aver trovato in ognuno almeno un ostacolo che ci impediva di andare avanti, devo ammettere che ci stavamo un po’ abbattendo.

 

Ma… come sempre in questi casi, forse era il momento giusto per fermarsi un attimo a riflettere e capire se in realtà non fossimo noi a sbagliare, incaponendoci con un metodo di ricerca sbagliato, che non ci avrebbe portato da nessuna parte, se non a deviare rispetto al sogno che vogliamo realizzare.

Ed ecco che, ripartendo dalle nostre intenzioni, siamo arrivati al nocciolo della questione.

Cosa intendiamo fare noi attraverso ViviSostenibile?

Bhé, la missione è nobile credo: diffondere uno stile di vita sostenibile nella vita e nel lavoro, che non sia solo ( e semplicemente) rispetto dell’ambiente, ma anche delle relazioni umane.

Ma per fare questo l’unica via che abbiamo a disposizione è essere tanti, allargare il progetto il più possibile.

Ed ecco perché non è sufficiente trovare UNA CASA, ci servono, invece, TANTE CASE ( e quindi persone) che ci accolgano perché interessate all’idea.

E voi direte: non siete riusciti a trovarne una e avete la pretesa di scovarne di più? Certo che sì!

Paradossalmente prendere da soli UNA struttura è molto difficile perché TROPPO per noi, ma trovare tante persone che siano interessate, magari affiancate e aiutate da noi, a condurre questo lavoro è risultato molto più naturale.

Questo non significa che a Bologna non avremo un nostro headquarter. Semplicemente non vogliamo barricarci dentro ad esso, semmai replicarci in tante piccole, medie o grandi realtà in giro per l’Italia, già esistenti o ancora in fase embrionale.

Insomma: la soluzione era sotto al naso ma dovevamo sbatterci la testa più volte per capirlo.

Per i dettagli su come stiamo costruendo questa rete vi rimando al prossimo post ( non posso certo svelarvi tutto subito;) nel frattempo faccio un invito a potenziali interessati al progetto.

L’idea mi è venuta lo scorso weekend, quando abbiamo ospitato a casa nostra due ex ospiti del b&b con i quali siamo diventati amici. Se me lo consentiranno, un giorno magari vi racconterò la loro bella storia. Nel frattempo vi accenno solo che sono due ragazzi della nostra età, abitano a Civitavecchia e sono insoddisfatti del lavoro che fanno per cui vorrebbero lanciarsi in un progetto “alla ViviSostenibile“.

E’ stato un weekend meraviglioso e divertente, soprattutto per me che ho trovato una sostituta ai fornelli! 😉

Ci siamo scambiati un sacco di idee e loro sono tornati a casa carichi di entusiasmo e pronti per questa avventura.

Ho così pensato che sarebbe bello ripetere le cosa, accogliendo a casa nostra altri COltivatori di passione.

Quindi: avete idee sostenibili che vi frullano per la testa? Siete confusi e spaesati e non sapete se e come attuarle? Benissimo! Shakeriamole insieme alle nostre e qualcosa di bello salterà di certo fuori!

Vi offriamo alloggio nella nostra zona giorno per un weekend: se vi accontenterete di un lettino e di un ampio divano nella nostra cucina, il gioco sarà fatto.

Ovviamente non mancherà un giro per Bologna e una mangiata di crescentine e tigelle in Valsamoggia!

Ah, naturalmente accettiamo anche “inviti rovesciati” per raggiungervi nella vostra città! 😉

Che ne dite? Noi vi aspettiamo!

Per maggiori info scrivetemi pure a [email protected]

 

L’inizio di un percorso

Della serie: “Sì, il cambiamento siamo noi!”

Eccomi!

Con un po’ di ritardo, oggi mi prendo qualche minuto per riassumervi cosa ci siamo detti il 1 Maggio, in occasione dell’evento sullo scollocamento.

Innanzitutto un ringraziamento speciale per tutti quelli che hanno partecipato, offline e online ( ebbene sì, avevamo anche qualche pazzo che ci seguiva in streaming!).

Dico davvero: nemmeno nelle più rosee previsioni ci saremmo aspettati una presenza così massiccia, in fondo era un giorno di festa e non era così scontato preferire la partecipazione ad un incontro in cui si parlava (seppur in chiave diversa) di lavoro piuttosto che una bella grigliata in riva al fiume.

Invece, eravamo in compagnia di una cinquantina di persone, dimostrazione del fatto che il tema è sentito.

La location era fantastica…vedere per credere. Trovate un po’ di foto qui.

Come da programma sono intervenuti in ordine:

Valerio Betti, consulente e formatore aziendale che ci ha parlato di felicità sul mondo del lavoro e ha scosso un po’ le nostre menti abituate alla concezione (va detto: ormai passata) di posto fisso. Se volete dare un’occhiata alle sue slide, le trovate qui, insieme ai suoi contatti per eventuali maggiori info e delucidazioni. 😉

Poi abbiamo passato la parola ad Alessandro Pirani, che ci ha parlato del metodo SCOTCH. Curiosi? Ve lo spiega efficacemente sul suo blog.

Ed ecco che arriva il mio turno e insieme a Francesco ( giornalista e padrone di casa) ripercorro a grandi tappe il mio percorso: da impiegata ad animatrice di ViviSostenibile, rispondendo anche ad alcune domande da parte del pubblico ( non ero rossa, solo un po’ abbronzata).

Per chi se lo fosse perso, avevo già raccontato abbastanza bene il tutto nell’intervista che mi aveva fatto Francesco per Il Cambiamento ( e che potete trovare qui).

Infine la parola all’attesissimo Paolo Ermani, che ci presenta i libri “Pensare come le montagne” e “Ufficio di scollocamento” (appunto:) passando attraverso esempi concreti di progetti innovativi che rompono gli schemi per cambiare le cose. Come ad esempio il Parco dell’Energia Rinnovabile in Umbria.

Il suo intervento e, più in generale, lo spirito della giornata potrebbero essere riassunti in queste parole:

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere «superato».

Chi attribuisce alla crisi tutti i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.

E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere della crisi è esaltare il conformismo. Invece lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein”

Concludo rassicurando un po’ quanti ce l’hanno chiesto: questa giornata è stata per noi un momento per tastare il terreno insieme alle persone del territorio e capire insieme se ci fosse un interesse reale sulla tematica, cosa che abbiamo riscontrato e che ci ha dato la spinta per pensare che sia solo l’inizio di un percorso che porteremo avanti con molto piacere.

Ancora grazie a tutti!