5 buoni motivi per andare in vacanza in Riviera Romagnola

Da buona terroncella ho sempre preso un po’ in giro Valerio (mio marito) per le sue vacanze, sin da bambino, in Riviera Romagnola. Non mi era chiaro, infatti, come si potesse decidere di andare al mare in un posto dove…il mare è la cosa più brutta che ci sia!
Quest’anno, dopo aver rotolato verso il sud Italia (Basilicata e Sicilia) ed esserci arrampicati verso il Nord Europa (Berlino), abbiamo convenuto che qualche giorno al mare, in totale relax, era quello che ci serviva.
Cominciamo così la ricerca di una meta vicina (non abbiamo più voglia di fare tanti km) e dove ci siano delle comodità (abbandonato lo spirito avventuriero decidiamo che vogliamo risparmiarci persino la fatica di portare l’ombrellone in spiaggia). Ed ecco che 2+2 = l’incubo della vacanza in riviera romagnola diventa realtà.
Nel giro di qualche ora abbiamo prenotato una stanza (forse l’unica rimasta libera su tutta la costa, alla faccia della crisi) da Laura, sempre tramite il nostro amato AirBnB. A proposito, se capitate a Cesenatico ve la consiglio vivamente!
Contro ogni previsione, di ritorno da questa vacanza di studio e osservazione, mi ritrovo oggi ad elencarvi 5 buoni motivi per andare in vacanza in Riviera Romagnola e a spiegarvi perché, a mio parere, ha ancora tanto da insegnare in termini di marketing turistico.

Si gioca!

1. Perché FAVORISCE LA SOCIALIZZAZIONE:

On-line - > grazie al wi-fi gratuito di cui potrete usufruire lungo tutta la spiaggia. Robe che manco a Berlino.
Off-line -> i giochi più o meno organizzati presenti in tutti i bagni ( campi da beach, ping pong, bocce, balli ecc) potranno piacervi o meno, fatto sta che favoriscono la conoscenza di nuove persone e il divertimento. Per non parlare delle mini comunità che si creano tra i vicini di ombrellone: turni tra i genitori per vigilare i vari gruppi di 3enni che passano dai castelli di sabbia alla baby dance e poi di nuovo ai castelli di sabbia. Uno spirito di solidarietà che fa sognare un mondo migliore! 😀

 

2. Perché è CHILDREN ORIENTED: se la riviera è invasa da famiglie con bambini, un motivo ci sarà. Personalmente sono un’amante della spiaggia libera e non sono mai stata attratta dall’animazione (nemmeno da bambina) ma immagino che per chi ha della prole non sia un fattore da poco scegliere un posto che possa offrirti dei servizi che ti facilitino (e non complichino) la vacanza e dove anche i più piccoli possano divertirsi, magari interagendo con altri loro simili.

3. Perché è DISABILI ORIENTED: avendo famigliari disabili, ho un occhio particolarmente attento alle barriere architettoniche presenti nei posti che frequento. Bene, considerando che mia mamma è di ritorno da una vacanza in Sicilia dove si è vista costretta a portare personalmente una sedia in spiaggia e a lasciarla lì con un cartello “Non toccare! Per persona disabile!”, penso vivamente che se fosse andata a Cesenatico le cose per lei e per mia sorella sarebbero state più facili. Prolungamento della passerella fino a sotto l’ombrellone per chi è in carrozzina e bagni handicap: TOP.

Il bagno dove anche i cani sono i benvenuti!

 

4. Perché è PET ORIENTED: i romagnoli non lasciano nulla al caso! Della vacanza hanno diritto tutti, ma proprio tutti…anche i tuoi animali. E loro si sono organizzati per accogliergli.

 

 

 

 

 

 

Io e la mia graziella di 40 anni fa

 

5. Perché è ECOFRIENDLY: Last but not least, una vacanza attenta all’ambiente e a misura d’uomo. Raccolta differenziata in spiaggia, e per i più pigri mini porta-immondizia attaccato all’ombrellone (si sa mai che ti passi per la testa di buttare una cicca per terra). E poi piste ciclabili ovunque, che consentono di scorazzare in tutta sicurezza per il paese anche ad un’imbranata come me.

Insomma, lasciatevelo dire: io in riviera ci tornerei. Azzardo: proporrei qui uno stage formativo a tutti coloro che si occupano di ospitalità e che magari lavorano in zone paesaggistiche di gran lunga migliori e non sanno valorizzarle.

A presto!

Un viaggio all’insegna della condivisione: willcommen in Berlin!

Vi avevamo lasciati annunciandovi che sarebbe stata un’estate all’insegna del SUD. E invece, complice il fatto di non essere riusciti a trovare un camper, dopo Basilicata e Sicilia, abbiamo deciso di arrampicarci verso nord! Era tanto tempo che si parlava di Berlino e così, da un giorno all’altro, abbiamo deciso di partire verso la Germania.

E’ stato un viaggio all’insegna della condivisione, sotto tutti gli aspetti.

TRASPORTI:

Finalmente, dopo tanto parlare, abbiamo fatto carpooling! Che dire: W O W!

Abbiamo messo l’annuncio, quasi per scherzo, due giorni prima della partenza ma senza una grande convinzione che qualcuno ci avrebbe scritto. E invece: nel giro di qualche ora avevamo già imbarcato Jan e Isabel. Appuntamento fissato per le 04:15 (di mattina) ad Innsbruck. Eravamo un po’ preoccupati di chi ci saremmo trovati di fronte quella notte, ma non appena li abbiamo caricati è stato chiaro che gli strani eravamo noi a non aver ancora provato questo modo di viaggiare. I tedeschi sono assolutamente abituati a muoversi in questa maniera: cheap, social and environmentally respectful.

Rodrigo, Valerio e Michael

Ho chiesto loro se avessero mai avuto esperienze negative facendo carpooling e la risposta è stata: assolutamente no, se non l’incontro con un ragazzo che non incontrava la doccia da qualche giorno. 😉 Mi hanno spiegato che le persone che lo utilizzano hanno già una certa mentalità, orientata alla condivisione e alla conoscenza dell’altro, indi per cui è molto raro trovare dei “bruti”.

E in effetti così è stato per noi, sia all’andata che al ritorno da Berlino ( perché poi ci abbiamo preso gusto!). Il carpooling ci ha permesso, ad esempio, di conoscere Jan, con il quale mi sto continuando a sentire perché ha intenzione di andare in Sicilia a fine agosto e prenoterà…indovinate dove? Presso Aria e Profumi di Mare B&B, che fa parte della nostra rete. Incredibile, no?

Ma anche Rodrigo, caricato da Norimberga a Verona. Un ragazzo messicano, architetto, che ci ha raccontato di come in Messico la bici non venga assolutamente vista come un mezzo di trasporto, ma solo per fare sport o per giocare. Chi gira in bicicletta viene guardato come strano, senza contare il rischio che si assume nella scelta di essere ciclista in città congestionate dal traffico, dove ogni famiglia possiede più di un’auto a testa. Così, qualche anno fa, lui e alcuni suoi amici hanno deciso di attivarsi per far sì che qualcosa cambiasse nella mentalità delle persone ed è nato il Colectivo Pedaleale Colima, ma di questo ne parleremo in un prossimo post.

E’ chiaro, quindi, quale sia il vantaggio che ne possono trarre sia le relazioni sociali che l’ambiente dal fare carpooling.

E ora veniamo ai soldoni. Abbiamo fatto i conti che il viaggio ci sarebbe costato andata e ritorno € 247,00 ma condividendo l’auto con altre persone il costo totale è stato di € 142,00. (Vi vedo già sul sito di BlaBlaCar ad inserire un passaggio! 😀 )

Una volta arrivati a Berlino, invece, il consiglio è di girarla camminando. Noi abbiamo macinato una media di 25/30 km al giorno…possono sembrare tanti, ma vi assicuro che è davvero piacevole, oltre ad essere il modo migliore per scoprire una città! Per non parlare poi della sostenibilità ambientale ed economica di essere pedoni 😉

SOGGIORNO:

La casa di Anne a Berlino

Sia a Berlino che a Norimberga, abbiamo prenotato i nostri pernottamenti su AirBnB. Per chi non lo conoscesse si tratta di un portale in cui i privati cittadini possono affittare ad altri una stanza della loro casa, il divano o addirittura condividere insieme a loro uno spazio dell’abitazione. Nel nostro caso a Berlino, Anne, la proprietaria di casa, era in vacanza quindi durante la sua assenza ha messo a reddito la sua stanza, affittandocela! Semplice, no? Abbiamo condiviso l’appartamento con il suo coinquilino Daniel, uno studente americano, e dopo 4 giorni di convivenza Valerio si sentiva talmente a casa che si aggirava in mutande. Condividere spazi inutilizzati è un vantaggio sia per il proprietario (che mette a reddito qualcosa che fino a quel momento era solo un costo) sia per chi viaggia, che può soggiornare in abitazioni molto carine, sentendosi veramente un cittadino del mondo, a prezzi contenuti.

SCOPERTE:

La motivazione principale per la quale volevamo andare a Berlino era quella di immergerci nella parte più creativa e dinamica di questa città. E così è stato.

Le scoperte più interessanti che abbiamo fatto:

Tempelhofer Park: lo storico aeroporto berlinese è tornato a vivere sotto le vesti di un mastodontico parco pubblico, dove si può fare jogging o coltivare il proprio orto. Un classico esempio di come luoghi abbandonati o comunque non più utilizzati, possano essere riconvertiti e diventare un punto di aggregazione per la cittadinanza.

Prinzessinnengarten

Prinzessinnengarten: lo definiscono “un orto principesco ma per tutti”. Si tratta di un luogo vicino al muro che è stato abbandonato per oltre sessant’anni e che un gruppo di volontari ha trasformato da luogo dimenticato a terreno coltivato, dove vengono svolti numerosi seminari e attività, dove tutti possono sporcarsi le mani coltivando ma anche sedersi a mangiare qualcosa (rigorosamente raccolto in loco) al loro Gartencafé. Mi ha ricordato un po’ i nostri “orti dei pensionati”, presenti nella maggior parte dei nostri comuni. Sarebbe bello che venisse data a tutti, giovani e no, la possibilità di accedervi.

Betahaus: concludo provando a descrivervi questo luogo meraviglioso. Abbiamo visitato diversi spazi di coworking, ma Betahaus batte decisamente tutti. Una palazzina di 2000 mq dove all’entrata lo spazio bar è già in effetti uno spazio di lavoro condiviso. Insomma, dateci un tavolino e il wi-fi e possiamo lavorare ovunque. 😉 E poi l’area makers con falegnameria e zona saldatura, per tornare a creare qualcosa con le nostre mani. Insomma, incredibile e da visitare assolutamente, anche solo per un caffè ( tra l’altro ottimo!).

Spero di avervi dato qualche spunto per partire alla volta di Berlino, passando ovviamente per Norimberga, città deliziosa dove il centro è completamente riservato a pedoni e ciclisti.

A presto!

 

 

 

Casa netural, un posto con la porta sempre aperta!

Abbiamo pensato a lungo a come descrivere in maniera efficace cosa è stata per noi la settimana di co-living trascorsa a Casa Netural.
Si è trattata di una serie infinita di momenti fatta di giochi apparentemente ridicoli in mezzo ad una piazza di notte o cene improvvisate seduti per terra con pane cunzato ad olio, pomodoro e basilico.
Ma, soprattutto, è stata una settimana di incontri e persone che si sono intrecciate alla nostra vita insieme ai loro progetti.
E’ stata l’accoglienza di Mariateresa al nostro arrivo dopo un lungo viaggio. Ci aspettava sui gradoni di casa e non abbiamo fatto in tempo ad appoggiare le valigie che già ci stavamo raccontando. Immaginatevi il tramonto, i sassi e Orecchietta (ormai tutti la chiamano con il suo soprannome da clown) che ci racconta del suo progetto di insegnare italiano agli stranieri…giocando! Ok, capiamo subito che sarebbe stata una settimana intensa.

Raccontando ViviSostenibile alla serata di benvenuto

E’ stata la serata di benvenuto con la presentazione del nostro progetto ad una sala piena di persone incuriosite da Casa Netural e da ViviSostenibile, tra cui la scuola di fumetto e illustrazione Redhouse Lab.
Chi l’avrebbe mai detto che ci sarebbe stato persino qualcuno che avrebbe rimandato di un giorno la propria partenza, solo per conoscerci?! (Grazie Andrea!)

E’ stata Eliana, con quei ricci neri e il sorriso sempre stampato sulla faccia. La sua infinita dolcezza e l’amore che ci sta mettendo nella realizzazione del suo b&b sostenibile in mezzo ai sassi (67esimo gradino scendendo dal conservatorio) ci hanno immediatamente fatto innamorare di lei.
E’ stato anche, e soprattutto, Exploring! Un weekend alla scoperta del Metapontino, incontrando le persone del luogo. La foga di Andrea di mostrarci più cose possibili ci ha letteralmente travolti il primo giorno; siamo stati contenti di vederlo con le pile più scariche durante la seconda giornata, molto più slow e quindi con maggiori occasioni per conoscerci e conoscere meglio il territorio. Come scordarci del girotondo a Rotondella (apparentemente spontaneo ma perfezionato dall’Architetto nei minimi dettagli) o del poeta che ci ha accolti appena arrivati? Indimenticabili!
E’ stato Caspar, un olandese a Matera. Si aggira per la città salutando tutti, come se ci fosse nato. Ci ha ricordato la bellezza di vivere in un paese dove c’è ancora il senso di comunità, dove puoi piombare a casa di un amico semplicemente bussando alla sua porta, senza necessariamente dover prendere un appuntamento settimane prima.

Il co-living esce di casa!

E’ stato il pic-nic molto fricchettone in mezzo ad una ferrovia abbandonata sotto alla Luna piena con persone come Paola, che ci è piombata dal cielo per caso ed è entrata naturalmente a far parte del gruppo, ma anche Nicoletta e Marco, reduci da una dura settimana al #campdigrano e venuti appositamente per conoscerci. Come ha detto Caspar al termine della serata: il giro di presentazioni più lungo che abbia mai visto!
E poi, che dire dei due motori del progetto: Andrea e Mariella. Casa Netural non sarebbe possibile se loro non ci mettessero tutta la loro progettualità e visione. Credo di non esagerare se dico che è grazie a loro che molte persone, come Mariateresa o Eliana, dopo aver girato il mondo hanno deciso di tornare a Matera…e fermarcisi. Casa Netural le ha fatte risentire a casa, dandogli un’ottima motivazione per rimanere e dimostrare che è possibile fare qualcosa anche laddove sembra che non ci sia speranza.

La nostra paura iniziale era che non ci fossero dei reali riscontri nella società. Temiamo sempre un po’ che la cosiddetta Social Innovation rimanga un movimento per pochi eletti, che poi finiscano per “raccontarsela tra loro”. Ma dopo 7 giorni di convivenza abbiamo capito che non poteva essere così.
Casa Netural è un posto con la porta sempre aperta, dove circolano energie positive e dove puoi trovarti all’ultimo secondo a mangiare con ragazzi mai visti prima che passavano di lì e si sono fermati per incontrare questo gruppo di innovatori sperduti nel sud Italia. Un progetto del genere deve essere per forza destinato a fare cose grandi.
Saremmo andati a conoscerli a prescindere che si trovassero a Matera o a Pordenone e, come noi, in pochi giorni, lo abbiamo visto fare a molti altri.

Evviva!

Questa è la dimostrazione del fatto che il viaggio è oggi più che mai diventato un’occasione per conoscere persone e progetti interessanti, e solo attraverso di essi la terra che si andrà a visitare.
E’ in definitiva quello che stiamo promuovendo con ViviSostenibile e sogniamo che grazie a noi più persone possibili vivano intense relazioni di scambio come quelle che noi abbiamo costruito noi durante i giorni a Casa Netural.
Quindi, GRAZIE DI TUTTO ragazzi e sempre: evviva, evviva!!!
Silvia e Valerio

 

 

 

NB. Questo post lo abbiamo scritto al nostro ritorno da Matera e lo potete trovare anche sul sito di Casa Netural, qui.